Il mito dell'“acido amaro”: se è amaro, sputalo?

Mit "if it's bitter it's a spitter"

Il mito sull’assenza di sapore dell'”acido” è molto diffuso tra chi si interessa alla sostanza. Si dice che se il sapore di una sostanza presunta LSD è molto amaro, occorre sputarla perché ciò indicherebbe la presenza di una fenetilammina indesiderata, in particolare una NBOMe. Quanto c’è di vero?

Va detto subito che l’unico metodo efficace per verificare la composizione di una sostanza è l’analisi chimica, ad esempio tramite test colorimetrici con reagenti. Continua a leggere per capire perché.

Sapore, odore o aspetto non sono strumenti di analisi affidabili. Il problema logico di fondo, nel suggerire di affidarsi alle percezioni sensoriali, nasce dalla loro soggettività. Ciò non esclude che i risultati possano essere interpretati in modo utile, ma affidarsi solo ai sensi comporta un rischio di errore molto alto.

I rischi sono seri: a differenza dell’LSD, sostanze come il 25I-NBOMe e il DOC possono essere assunte in overdose letale.

I possibili errori del metodo organolettico sono:
  • Falsi positivi
  • Falsi negativi
Il mito dell’“acido amaro”: se è amaro, sputalo?

Il sapore dell’LSD

Si crede comunemente che l’LSD non abbia sapore. Ma che cosa costituisce, esattamente, il sapore dell’LSD? È possibile distinguerlo dal sapore del supporto su cui l’LSD si trova, come una cartina (blotter), un gel o un liquido? È facile distinguere il sapore lieve del supporto da quello intenso di una NBOMe? E qual è la differenza tra sapore e retrogusto? Affrontiamo queste domande una alla volta.
Le prime informazioni sul sapore dell’LSD furono annotate dal suo scopritore, il chimico Albert Hofmann, nel contesto della sua prima assunzione intenzionale della sostanza (dal libro LSD: My problem child):

19/4/1943 16:20
0,5 cc di soluzione acquosa allo 0,5 per mille di dietilammide tartrato per via orale = 0,25 mg di tartrato. Assunta diluita in circa 10 cc d’acqua. Insapore.

Sappiamo dunque che la soluzione assunta da Albert Hofmann non aveva un sapore percepibile. Tuttavia, per ragioni pratiche (facilità di distribuzione, stabilità, resistenza ai microrganismi), l'”acido” viene distribuito soprattutto sotto forma di cartine (blotter), gel, alcol o, per esempio, zollette di zucchero. Non è affatto scontato che supporti così diversi non possano avere di per sé un sapore amaro. In alcuni casi (soprattutto con i blotter colorati) il sapore amaro è quasi sempre presente, per esempio a causa dell’inchiostro. Non si può quindi affermare in modo categorico che un sapore amaro escluda la presenza di LSD.
Esattamente… i blotter veri hanno davvero un sapore leggermente amaro. Avevo letto dei commenti [su questo] e ho messo sulla lingua una cartina svizzera “geometry gammagolin” e sono andato completamente nel panico perché aveva un po’ di sapore. Mi ha rovinato la giornata, e ai miei amici anche: li ho fatti sputare tutti. Poi le abbiamo fatte analizzare: era LSD, con un dosaggio solo di poco inferiore a quello dichiarato (cartina da 150 µg, risultata 138 µg… accettabile).

Il retrogusto dell’LSD

Qual è la differenza tra sapore e retrogusto? È facile distinguerli? Come suggerisce il nome, il retrogusto è un sapore che rimane in bocca dopo l’assunzione. Perciò non ogni sapore è un retrogusto, ma ogni retrogusto è un sapore. Confuso, vero? Soprattutto se sei sotto l’effetto di una sostanza psichedelica!
Immagina questo scenario: una persona assume una cartina con una sostanza che si aspetta essere LSD. Percepisce un sapore amaro di inchiostro e/o di carta. Comincia a chiedersi: questo sapore è appena amaro o molto amaro? Se conclude che è solo lievemente amaro, può supporre che sul pezzo di carta ci sia effettivamente LSD. Dopo 30 minuti, però, inizia a sentire un sapore metallico in bocca. In una situazione del genere la persona può essere travolta dal terrore di aver assunto comunque una sostanza indesiderata! Da qui il passo a un attacco di panico e a un’esperienza traumatica è breve. Eppure il retrogusto metallico è tipico dell’LSD, come scrisse lo stesso Albert Hofmann:
0,150 mg di LSD, 15 aprile 1961, ore 9:15
Inizio dell’effetto già dopo circa 30 minuti, con forte agitazione interiore, tremore alle mani, brividi sulla pelle, sapore di metallo sul palato.
Si può discutere se un retrogusto metallico debba essere considerato amaro. Di certo non è una questione che si vorrebbe risolvere sapendo che l’intera dose di psichedelico assunta è già stata assorbita.

Il sapore delle NBOMe e delle DOx

Il sapore delle fenetilammine come le sostanze delle famiglie NBOMe e DOx viene percepito come molto amaro, in larga parte a causa della quantità di sostanza 5-10 volte superiore rispetto all’LSD. Non è però sempre così. Alcuni distributori aggiungono persino aromi alla menta o alla frutta per mascherare il sapore. Come si legge nei resoconti degli utenti (trip report) su Erowid.org, le esperienze sono varie e molto soggettive.
Un utente parla del sapore orribile, chimico e fortemente amaro di 3,8 mg di DOC sciolti in una bottiglia d’acqua (fonte):
Ho preso la bottiglia d’acqua in cui avevo messo la mia dose e l’ho semplicemente bevuta. Il sapore era orribile, gin distillato e l’amarezza estrema di una research chemical potente. Ho tossito, ma ero soddisfatto.

Un altro utente, invece, ha assunto per via orale 4 mg di DOC in polvere e ha descritto solo un sapore lieve (fonte):

Ingerisco circa 4 mg di polvere (per via orale). Tenuta in bocca. Sapore strano. Non sgradevole rispetto ad altre fenetilammine (le MDxx, per esempio). Nel sapore ricorda forse il 2C-I o il 2C-P.

Un altro utente ancora ha assunto 2,8 mg di DOC sciolti in circa 100 ml d’acqua e non ha notato alcun sapore (fonte):

Il DOC è stato messo in circa 120 ml di acqua distillata e consumato. Non è stato notato alcun sapore particolare.

Resoconti simili si trovano anche per altre sostanze del gruppo delle fenetilammine, incluse le NBOMe. Le impressioni sono quindi molto individuali, soprattutto se una persona non ha molta esperienza con cui fare un confronto.

Attività per via orale

Secondo le conoscenze disponibili, le sostanze della famiglia NBOMe, come il 25I-NBOMe, vengono assorbite male se deglutite, per cui in genere gli utenti le tengono a lungo in bocca oppure le assumono per via intranasale. Questo potrebbe far pensare che basti deglutire una sostanza sospetta per evitare effetti indesiderati. Servono però ulteriori ricerche: come indica l’EMCDDA, non mancano segnalazioni di attività orale del 25I-NBOMe.
I produttori applicano talvolta anche una procedura per “complessare” le NBOMe con l'”HPBCD” (una molecola di zucchero ciclodestrinico a forma di anello), che ne facilita l’assorbimento attraverso le membrane dell’organismo. Molte persone notano che i composti NBOMe con HPBCD sono molto più potenti del normale.
Le sostanze della famiglia DOx, cioè DOC, DOI e DOM, sono invece ben assorbite per via orale. Di conseguenza non si può dare per scontato che deglutire una sostanza garantisca l’assenza di effetti nel caso in cui si riveli essere qualcosa di diverso dall’LSD. Inoltre, un falso senso di sicurezza può aggravare i rischi.

In sintesi

C’è un fondo di verità nell’affermazione che l’LSD non è amaro. Nella pratica, però, come spiega questo articolo, anche le sostanze contenenti LSD possono avere un sapore amaro o essere percepite come tali, mentre sostanze che non contengono LSD possono risultare insapori. L’unico metodo raccomandato per identificare l’LSD è l’uso di test colorimetrici con reagenti (o l’analisi di laboratorio, dove disponibile).

Il metodo di test dell’LSD raccomandato si compone in linea di principio di due parti. Per prima cosa occorre confermare (o escludere) la presenza di LSD. Per farlo consigliamo di usare due reagenti: Ehrlich e Hofmann. Usare più di un tipo di test è sempre consigliato, per aumentare la precisione dell’analisi ed evitare falsi positivi. In questo caso Ehrlich è il test principale per confermare la presenza di indoli, come LSD e DMT, ma anche di sostanze non psicoattive come 5-HTP, triptofano, triptammina e altre. Il secondo test, Hofmann, diventa blu quasi esclusivamente con l’LSD.

Secondo le ricerche (e come suggerisce la logica di profitto delle vendite sul mercato nero), se un campione risulta contenere LSD è estremamente improbabile che contenga adulteranti. I venditori non sono disposti a spendere di più se hanno già un prodotto richiesto. Se invece l’LSD è stato escluso, consigliamo i reagenti Marquis e Mecke (oppure Liebermann e Froehde). Se questi test reagiscono all’istante con un cambiamento di colore netto, ciò può indicare la presenza di una NBOMe o di una DOx. Fai attenzione a non scambiare per un risultato positivo la carta che si carbonizza lentamente.

Instrukcja testowania LSD

Zalecana metoda sprawdzania LSD

Źródło: własne

Test kit per LSD

Il miglior test kit per l’LSD è il LSD Test Kit, che include i reagenti Ehrlich, Hofmann, Marquis e Mecke. Permette di confermare in modo affidabile la presenza di LSD-25 e di escludere la presenza di adulteranti attivi. Lo stesso kit può essere usato per testare il DMT e molti altri composti chimici: consulta la pagina del prodotto per maggiori informazioni.

Testy na LSD oraz pochodne LSD:

Nessun risultato del test dice che una sostanza è sicura. Nessuna sostanza è sicura al 100 %.Questo articolo è pubblicato a fini di riduzione del danno. Non incoraggia l’uso di sostanze psicoattive e non sostituisce il parere medico.