Il test con la candeggina funziona su meth o cocaina?

Il test con la candeggina mostra quanto in fretta una polvere scende nell’ipoclorito di sodio e se cambia colore lungo la discesa. Basta a segnalare qualche taglio preciso, e non basta affatto a dirti che nel bicchiere ci sia cocaina. Nel 1976 era una cosa ragionevole. Chi lo ha reso popolare lo aveva già archiviato nel 1980, e i tagli che contano oggi allora non erano ancora sul mercato.

La candeggina misura dissoluzione e caduta, non la cocaina

Il metodo è semplice e sempre uguale. Riempi un bicchiere alto e trasparente, di una quindicina di centimetri, con candeggina fresca a temperatura ambiente, aspetta che il liquido sia del tutto fermo, poi lascia cadere sulla superficie un piccolo campione da una lama pulita e guarda. La cocaina raffinata esita per dieci o quindici secondi, poi scende lentamente lasciando una scia. Quella scia è tutto il segnale. Stai osservando quanto in fretta qualcosa si scioglie e come cade, e questa proprietà è condivisa da moltissime polveri bianche.

Sequenza del test con la candeggina
Cocaina sulla candeggina all’impatto e dopo 5, 10, 15, 30 e 60 secondi. Dal Cocaine Handbook di David Lee.

Il Cocaine Handbook abbandonò il test con la candeggina già nel 1980

Quasi tutti hanno conosciuto questo test dal Cocaine Handbook di David Lee, ed è lì che viene abbandonato. Nel 1976, annota il libro, il test dava a chi comprava un’idea ragionevole di quanto valesse un campione sconosciuto. Nel 1980 non riusciva più nemmeno a confermare che ci fosse cocaina. La spiegazione che dà è breve: chi vende impara che cosa controlla chi compra.

Come si comportano i comuni tagli della cocaina nella candeggina

Il manuale ha provato la cocaina con ciascun adulterante comune, uno alla volta, annotando che cosa faceva nel bicchiere. Per ogni taglio indica anche quale test lo identifica meglio. A volte la risposta è la candeggina. Altre volte il libro ti manda altrove, e conviene leggerlo prima di fidarsi di un bicchiere dall’aria pulita.

Che cosa fa ogni taglio nella candeggina e quale test preferisce il libro
Taglio Comportamento nella candeggina Che cosa dice il libro
Caffeina Cade in fretta, si deposita sul fondo, quasi senza scia Il risultato più netto del libro in candeggina
Lidocaina Cade in fretta e si deposita; la base libera resta in superficie Il risultato più netto del libro in candeggina
Inositolo Cade per primo e trascina giù la cocaina Qui la candeggina è il test giusto
Procaina, benzocaina, tetracaina Le particelle e la scia virano al rosso mattone o all’arancione La procaina è il taglio più comune oggi
Chinino Resta in superficie, diventa rosa e poi rosso Oggi raro
Mannitolo, lattosio Cade in fretta e poi lascia una scia come la cocaina Test sbagliato; il libro rimanda al punto di fusione o alla prova con la stagnola
Levamisolo Scende più o meno come la cocaina Assente dal libro, oggi comune
Fentanyl, nitazeni Niente di visibile Il più letale

Si sa quali tagli compaiono davvero. Su 790 campioni venduti come cocaina in cui la cocaina è stata effettivamente rilevata, accanto a essa si registrava più spesso la procaina, poi la caffeina, poi il levamisolo, e a seguire la fenacetina. Due dei primi tre sono anestetici locali, cosa che vale la pena sapere se giudichi un campione da quanto anestetizza. Sono numeri sui campioni di altri e non una descrizione del tuo, ed è esattamente per questo che conviene analizzare quello che si ha invece di leggere quello che avevano altri.

La candeggina può segnalare procaina, caffeina e alcuni anestetici locali

Diamogli quel che gli spetta, perché inutile non è. Il capitolo rivisto considera la caffeina e la lidocaina base le più riconoscibili fra tutti i tagli provati, con il cloridrato di lidocaina e l’inositolo subito dietro. A parte questo, gli esteri benzoici di sintesi virano al rosso mattone o all’arancione nell’acqua con candeggina, sia come basi libere sia come sali: procaina, benzocaina, tetracaina e butacaina. La cocaina non lo fa, e nemmeno la lidocaina, perché non è un estere benzoico. Poiché la procaina è ciò che si registra più spesso accanto alla cocaina in laboratorio, quel colore vale la pena conoscerlo.

Il rovescio sta nella stessa tabella. Per il mannitolo il libro rimanda al test del punto di fusione e per il lattosio alla prova con la stagnola, perché entrambi cadono in fretta e poi lasciano una scia come la cocaina. Sono i tagli che il bicchiere favorisce.

La candeggina non distingue la metanfetamina dall’MSM

Il cloridrato di metanfetamina si scioglie facilmente, quindi non c’è nessuna scia lenta da interpretare. Il taglio classico della meth, l’MSM, è anch’esso un solido cristallino bianco che passa in soluzione, e il bicchiere restituisce la stessa immagine in entrambi i casi. Chi giudica la meth da come si comporta nella candeggina sta leggendo un risultato che il metodo non può dare.

La candeggina non conferma la cocaina e non ne misura la purezza

Niente di tutto questo ti dice che nel bicchiere ci sia cocaina. Il libro riporta un campione che conteneva solo lidocaina e lattosio, senza alcuna cocaina, e che tuttavia danzava in superficie lasciando un residuo arancione. Sbaglia anche nel senso opposto: l’olio di igrina in una cocaina mal raffinata fa esitare il campione in superficie persino più a lungo della cocaina pura, dando quello che il libro chiama un test dall’aspetto eccellente che non rispecchia la qualità reale.

La lettura è soggettiva, come ammette il libro stesso: tester diversi guardano lo stesso bicchiere e arrivano a conclusioni diverse. Non dà alcun numero, quindi nulla su quanta parte del campione sia taglio. Il levamisolo non era sul mercato quando il libro è stato scritto e scende più o meno come la cocaina. Il fentanyl e i nitazeni agiscono in quantità troppo piccole per muovere qualsiasi cosa in un liquido, il che nella cocaina è raro e vale comunque dieci secondi, perché una striscia lo risolve subito e fissare un bicchiere non lo farà mai.

Reagenti, schede e strisce rispondono alle domande che la candeggina lascia aperte

Per ogni cosa che il test con la candeggina non sa fare c’è qualcosa di economico che la fa. Per sapere se è cocaina, un singolo test al reagente costa meno di un caffè e richiede tre minuti. Per vedere che altro c’è dentro, un kit con più reagenti confronta più reazioni insieme. Per sapere quanto è forte, cosa che nessun cambio di colore può dire, un test di quantità dà un numero. Un reagente nomina la sostanza ma non la quantità, e una striscia intercetta ciò che nessun colore mostrerà, quindi i tre rispondono a domande diverse e non si sostituiscono a vicenda. Il test con la candeggina non risponde a nessuna di queste e nel farlo distrugge il campione.

Risultato TLC: cocaina e tagli comuni
Cocaina e i tagli comuni del gruppo -caina su una cartina. Qui si separano. Nella candeggina cadono tutti uguali.

Come testare la cocaina · Come testare la metanfetamina · Come rilevare i nitazeni · Quale isomero è attivo?

Il test con la candeggina su cocaina e meth: cosa prova: domande frequenti

Il test con la candeggina funziona sulla meth?

No. La meth si scioglie invece di lasciare una scia, e anche il suo taglio abituale si scioglie, quindi il bicchiere appare uguale qualunque cosa ci metti.

La cocaina vera si scioglie nella candeggina?

Esita dieci o quindici secondi e poi scende lasciando una scia. Diversi tagli fanno qualcosa di simile, fra cui mannitolo e lattosio, quindi una bella scia da sola non prova nulla.

Mostrerà il fentanyl?

No. Il fentanyl e i nitazeni agiscono in microgrammi e non cambiano nulla di visibile. Usa una striscia.

Il test con la stagnola è migliore?

È lo stesso tipo di osservazione, un comportamento fisico invece di un’identificazione, e ha gli stessi punti ciechi.

Il test distrugge il campione?

Sì. Quello che butti nel bicchiere è perso, e non hai scoperto nulla su cui basarti.

Nessun risultato del test dice che una sostanza è sicura. Nessuna sostanza è sicura al 100 %.Questo articolo è pubblicato a fini di riduzione del danno. Non incoraggia l’uso di sostanze psicoattive e non sostituisce il parere medico.